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lunedì 12 settembre 2022

Purtroppo i troppi impegni e le forze limitate non ci consentono di tenere aggiornato, come si faceva un tempo, il blog di Voltar Pagina. Ci limitiamo a tenervi informati attraverso le locandine relative alle importanti iniziative che stiamo organizzando con le nostre due associazioni (Voltar Pagina e Domus Cultura).

DA WOODSTOCK ALLA LANTERNA AZZURRA - Le riflessioni necessarie.
Convegno presso la Sala Conferenze di Domus Cultura - Con il patrocinio 
del Comune di Genova.


LA STORIA NON ERA FINITA  Idee per una nuova Sociologia
Presso la Sala del Consiglio Municipio VIII Medio Levante. Con il Patrocinio del Comune di Genova



martedì 2 gennaio 2018

UNA ROSA COME BANDIERA, progetto per uscire dalla crisi e creare nuovi posti di lavoro, di Miriam Pastorino

(immagine tratta da internet)
Quando nuove leggi e vecchie idee falliscono una dopo l’altra è indispensabile sperimentare altre strade. Per esempio, ricordarci del nostro retaggio culturale e quindi raccogliere le volontà annichilite o disperse attorno a un buon simbolo della memoria, da cui trarre la forza e la coesione necessarie per voltare finalmente pagina e proiettarci nel futuro.  Per reagire alla crisi economica, cioè a quella che rappresenta la più grande emergenza dei nostri tempi, occorre un'idea capace di creare nuovi posti di lavoro attraverso l’elaborazione d’un progetto realizzabile sul nostro territorio, ponendolo sotto un segno potente, in grado di creare la coesione indispensabile per superare divisioni storiche e convogliare volontà molteplici verso un fine comune.    Tra i tanti simboli importanti, poco usati e quasi del tutto dimenticati, ci è parso che quello della rosa, fiore gentile e forte nello stesso tempo, potesse fare al caso nostro. (segue  )

martedì 14 novembre 2017

DA WOODSTOCK AGLI INCONSOLABILI -Un salotto popolare per un salto senza rete di sicurezza tra i Sessantottini e chi è venuto dopo

(Cliccare qui per conoscere i contenuti dell'iniziativa)

Il 24 novembre 2017 alle ore 16,30 presso il Circolo ACLI “Carrara” di Voltri (via G. Buffa,15) - Saluti di  MARCO DURANTE Presidente Circolo ACLI - MARISA CARLA GHIGLIOTTI Curatrice eventi  
Partecipano PAOLA BORDILLI  Assessore Turismo del Comune di Genova
MAURO AVVENENTE Consigliere Comune di Genova 
MARIA ROSA MORLÈ  Assessore ai Servizi Sociali Municipio VII Ponente
Interventi di DIONISIO DI FRANCESCANTONIO Scrittore -SERGIO MASSONE Docente e saggista
LEYLA ZILIOTTO Autrice di Mia madre mi odia - MARINA BIFFINO Psicologa - ENRICO CANEPA Pedagogista - MARIA PIA GIARDINO Associazione A.C.A.P
Modera: MIRIAM PASTORINO, “Voltar Pagina” 
(Cliccare per conoscere i contenuti)

giovedì 2 gennaio 2014

IL DELIRIO E LA SPERANZA, STORIE VERE DI PADRI SEPARATI (ERGA EDIZIONI) - SUCCESSO LETTERARIO 2013

Tutte le presentazioni

9 ottobre 2013 - CIRCOLO DELLA STAMPA, Milano, (programma e foto)
22 novembre 2013 - BIBLIOTECA I. CALVINO di Sori, con "Gruppo Culturale Goliarda Sapienza" e Comune di Sori (programma e foto)
31 luglio 2013 - PIAZZA SANTA BRIGIDA, con libreria FINIS TERRAE e REACH ITALIA (foto)
31 maggio 2013 - FIERA DEL LIBRO DI IMPERIA, con Comune di Imperia (cliccare per leggere programma)
8 maggio 2013 - "Scacciati di casa i padri dilagano in Libreria", con REGIONE LIGURIA (programma)
5 marzo 2013 - "Primo giorno di tregua", BIBLIOTECA BERIO, con patrocinio Comune di Genova (programma e foto)
24 marzo 2013 - LIBRERIA MONDADORI (programma e foto)
23 marzo 2013 -  SOCIETA' ECONOMICA DI CHIAVARI, con Assoc. TI SPOSTO LE NUVOLE  (programma e foto)  
15 marzo 2013 - RAPALLO, con Associazione FONS GEMINA (foto)
31 gennaio 2013 - PORTO ANTICO LIBRERIA, con ERGA Edizioni (foto)
14 dicembre 2012 - LIBRERIA UBIKdi Savona
10 dicembre 2012 - SALA CONFERENZE MUNICIPIO VIII MEDIO LEVANTE,
 Incontro con le pedagogiste (cliccare per leggere programma e vedere foto)
5 dicembre 2012, presso Onlus BAMBINI VITTIME, con REACH ITALIA
► 9 novembre 2012 - PALAZZO IMPERIALE, (programma e foto)
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 Libero: "Il delirio e la speranza, storie di padri separati, esperienze reali in chiave letteraria, Libro, 12. gennaio, 2013
La questione maschile in un libro sui padri separati, Luciano Garibaldi, Pontifex, 24 gennaio 2013
Il femminismo lotta dura contro natura, Riscossa Cristiana, Piero Vassallo, 12 gennaio 2013
La Voce, Ciro Troise, 27 marzo 2013
L'Agorà di Rapallo, 12 gennaio 2013

domenica 9 dicembre 2012

DIVORZIO A SESSANT’ANNI: L’ULTIMA FRONTIERA DEL MALESSERE, di Miriam Pastorino

Articolo del marzo 2010
Ora che anche i sessantenni fin qui sopravvissuti a tutte le crisi matrimoniali hanno cominciato a scoprire “l’ineguagliabile fascino” della separazione e del divorzio, c’è da scommettere che i magazine e i salotti televisivi, se ancora non lo hanno fatto, cominceranno a celebrare, assieme all’ultima conquista sociale, l’abbattimento dell’ostacolo residuo che ancora ci separa dalla totale libertà individuale. D’altra parte, visto che la chirurgia plastica e la scienza ci sorreggono, che male dovrebbe esserci a voltare le spalle all’incubo della decadenza fisica e mentale per riaprire la porta ai sogni e regalarsi l’occasione di vivere un’altra “fantastica emozione”? Ed è così che, sotto l'influsso dei media più progressisti, nuove delusioni più cocenti e devastanti appaiono destinate ad affermarsi tra noi assieme a un penoso senso del ridicolo. (cliccare per continuare a leggere)

martedì 18 settembre 2012

L’ULTIMO MACELLAIO DI SOZIGLIA, di Miriam Pastorino

Fino agli anni settanta più di millequattrocento macellerie erano distribuite su tutto il territorio di Genova. La sobria eleganza dei marmi pregiati che costituivano la base del loro arredo era un elemento immancabile del paesaggio urbano e solo la loro facile accessibilità faceva perdere di vista il privilegio comune a tutti di disporre di un servizio di così alta qualità.
Storicamente, la scuola dei macellai genovesi era universalmente conosciuta come una delle migliori d’Italia. Circostanza, questa, assai rilevante se si pensa che la sapiente lavorazione
della carne influenza direttamente la tradizione culinaria e di conseguenza educa il gusto ed eleva la qualità della vita. Purtroppo, di questo valore ci siamo resi conto troppo tardi: solo quando quest’arte è apparsa avviata verso un inesorabile tramonto è scattato il rimpianto e l’affannosa ricerca delle sue espressioni superstiti; come testimonia la folta schiera dei clienti che popolano il negozio di Piero, uno degli ultimi, se non forse l’ultimo maestro macellaio della nostra città. Si tratta di genovesi provenienti da tutti i quartieri della città ma anche abitanti dell’entroterra e delle riviere, milanesi e altri lombardi disposti ad attendere per ore il loro turno nello storico negozio di vico Macelli di Soziglia. (cliccare per continuare a leggere)

sabato 29 agosto 2009

L’IMPOSTURA DELLA POP ART, di Miriam Pastorino

 Articolo apparso su vari siti nel gennaio 2011, risultato per lungo tempo al vertice delle classifiche dei più letti di Toqueville      
(immagine tratta da internet)
                                                             
Nel campo dell’arte, come in tutti gli altri settori, sarebbe tempo di impegnarsi seriamente per liberarci dagli equivoci e dalle imposture, anzi dai veri propri macigni che, da troppi anni, tagliano la strada a chi è dotato di vero talento, depauperano di bellezza la nostra civiltà e fanno perdere la bussola al popolo mostrandogli immagini capaci solo di degradare l’umanità e di confondere la percezione della differenza che esiste tra armonia e dissonanza, tra bellezza e deformità.
Considerata la paccottiglia che dilaga da decenni si deve pensare a un lavoro enorme; ma vale la pena perdere altro tempo prezioso per discettare sul nulla o, ancor peggio, per rovistare nella spazzatura? Per fare chiarezza e chiudere il conto con un passato fatto di troppe brutture e nefandezze ritengo che basterebbero pochi saggi di facile lettura, a prezzo contenuto e adeguatamente veicolati. Uno potrebbe essere dedicato allo smascheramento della pop art e del personaggio Andy Warhol, che del pop fu e resta il massimo rappresentante. (cliccare per continuare a leggere)

giovedì 8 gennaio 2009

ALICE IL CORAGGIO DI ANDARE CONTROCORRENTE

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Mentre, una dopo l’altra, tante saracinesche dei negozi si abbassano mettendo in ginocchio centinaia di famiglie e rendendo sempre più desolati e insicuri i nostri borghi e le nostre città, fa notizia la storia di un Alimentare di successo aperto nel piccolo paese di Mele, nell’entroterra genovese, solo due anni fa. Entri e ti accorgi subito che il “moderno” costituito dal banco-vetrina, dalla bilancia elettronica e dall’affettatrice non cancella lo stile della bottega d’una volta, dove si può trovare tutto ciò che serve alla vita quotidiana e persino quello che è quasi scomparso dalla circolazione, come lo stoccafisso bagnato e le rape-cavolo di pasta bianca e gialla, ortaggi gustosi e salutari, impossibili da trovare sui banconi dell’omologazione globale, che impone all’utente prodotti insapori e di origine tanto certificata quanto, in realtà, incerta.
Merita di essere raccontata perché bella ed esemplare la storia della giovanissima Alice, che ha avuto il coraggio di andare contro corrente, cimentandosi in un’impresa apparentemente impossibile
(cliccare per continuare a leggere)

mercoledì 2 luglio 2008

IN VIAGGIO VERSO IL NULLA VESTITI DA PAGLIACCIO, di Miriam Pastorino

(immagine tratta da internet)
L'immagine a fianco è tratta da internet

Si ripropone questo articolo apparso su alcune riviste culturali nell'ormai lontano 1994.

Anni fa, intorno ai primi anni Ottanta, arrivarono due mode che si autodefinivano “alternative” ma che venivano veicolate in grande stile dalla pubblicità e dai canali più convenzionali attraverso i quali, da quasi un secolo, viaggia la moda: le riviste femminili. Erano la moda del “pagliaccio” e quella del “finto proletario”.
Seguendo il diktat che tali mode imponevano, molti giovani, in tutto l’Occidente, accettarono di insaccarsi in pantaloni sgargianti e informi e in camicie di taglia sproporzionata per assomigliare al più classico dei clown o d'indossare le rozze salopette degli schiavi neri delle piantagioni degli stati dell’America del Sud, oppure gli spinosi maglioni dei pecorai delle Highlands, le rigide e poco confortevoli incerate dei marinai di Brest, le tute disseminate di tasche porta attrezzi dei carpentieri e dei portuali. Tutti questi abiti, o meglio, questi costumi, erano rigorosamente unisex, ossia adatti sia agli uomini che alle donne. (cliccare per continuare a leggere)